Il mio metodo
Come nasce il mio metodo
Il mio approccio affonda le radici nella pratica clinica e nella formazione universitaria. Durante la collaborazione con un’associazione di urgenza psichiatrica e psicologica, sono entrata in contatto con crisi profonde, ansia acuta e traumi complessi.
Quell’esperienza mi ha insegnato che dietro a ogni comportamento disfunzionale esiste una sofferenza sommersa, spesso invisibile. Ho compreso che, nei casi di trauma, era necessario un approccio capace di favorire un’elaborazione rapida ed efficace, tenendo conto anche dei correlati neurobiologici (come l’alterazione dei livelli di cortisolo).
Da qui nasce l’integrazione tra la visione psicodinamica, l’EMDR e la neuropsicologia: discipline che uniscono la comprensione emotiva della storia personale al funzionamento profondo del cervello e del corpo.
Il mio metodo di lavoro
Ogni percorso è cucito su misura per la persona. Metto al centro le tue risorse interiori per definire obiettivi realistici e raggiungibili. Il lavoro si fonda su quattro pilastri integrati:
- 1. Terapia Psicodinamica: per comprendere in profondità la tua storia e il significato profondo delle esperienze vissute.
- 2. Metodo EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): un trattamento scientificamente riconosciuto che utilizza la stimolazione bilaterale per sbloccare e rielaborare i ricordi dolorosi in modo naturale e adattivo.
- 3. Neuropsicologia: per collegare mente, emozioni, corpo e funzionamento cerebrale in un’unica visione bio-psico-sociale.
- 4. Tecniche di Grounding: strumenti pratici per la regolazione emotiva, utili per gestire ansia e stress restando ancorati al presente.
Come si sviluppa il percorso
Il cammino terapeutico segue una struttura chiara, pensata per monitorare i progressi passo dopo passo:
- Primo colloquio e anamnesi: analizziamo insieme le difficoltà, la storia personale e gli obiettivi.
- Psico-educazione e stabilizzazione: spiego come funziona l’EMDR e il modello AIP (Adaptive Information Processing), introducendo esercizi di grounding e costruendo un “luogo sicuro” emotivo.
- Lavoro sui Target: individuiamo i ricordi o le immagini su cui lavorare, mappando le credenze negative da trasformare in risorse positive.
- Desensibilizzazione e rielaborazione: attraverso la stimolazione bilaterale riduciamo la carica emotiva e installiamo risorse funzionali.
- Body-scan e rivalutazione: verifichiamo la presenza di tensioni fisiche residue e monitoriamo nel tempo la remissione dei sintomi (ansia, fobie, ruminazioni).
Tra una seduta e l’altra
Per mantenere continuità e un buon equilibrio emotivo, ti guido nell’uso di pratiche quotidiane:
- Esercizi di autoregolazione: respirazione profonda, body scan, conteggio inverso e visualizzazione positiva.
- Il diario di bordo: uno spazio personale in cui annotare emozioni e sensazioni tra una sessione e l’altra per favorire la consapevolezza.